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La Rendena prende piede in Lombardia

Con il sosegno degli enti territoriali preoccupati del futuro della zootecnia alpina


di Michele Corti

04 Aprile 2007

Da diversi anni la razza bovina Rendena è presente nella parte più elevata della provincia di Varese, dove utilizza risorse pascolive che si erano andate gravemenete deteriorando contribuendone al recupero produttivo ed ambientale (vedi foto).  Negli ultimi anni la Rendena ha fatto capolino anche in Alto Lario Occidentale (ALO), un territorio dove, all'amenità della riviera con i terrazzamenti ad uliveto, corrisponde l'asprezza delle profonde valli che si innestano sulla catena Mesolcina, con vette che raggiungono i 2500 m.   Anche qui, dove un tempo era allevata una Bruna di taglia molto contenuta, sono oggi ampiamente presenti le Brune di derivazione americana (Brown Swiss), molto produttive ma che, per espletare le loro potenzialità genetiche, devono disporre di diete spinte, con quote elevate di concentrati e, soprattutto, con una componente foraggera in cui ai fieni prodotti in loco si sostituisce erba medica e silomais. In questo modo l’allevamento si riduce a poche aziende specializzate, il presidio del territorio è abbandonato e  finisce per operare in maniera avulsa dalla realtà di una montagna "dura" come l'ALO. Per di  più le ridotte superfici a prato rischiano di essere utilizzate più come smaltimento delle deiezioni prodotte in stalla che come fonte di approvvigionamento degli animali. Intanto gli alpeggi e i pascoli di mezza costa subiscono un progressivo abbandono. Con questo tipo di animali, dunque, non possiamo più parlare di una finalità ambientale dell'allevamento e i problemi come quelli degli incendi boschivi (che in un'annata come l'attuale con scarsissime precipitazioni nevose sono seri) devono essere risolti a posteriori con mezzi costosi mentre molto più efficace ed economica risulterebbe l'azione di prevenzione attraverso la manutenzione del territorio attuata con le attività agrosilvopastorali tradizionali.

Con queste premesse in ALO sono comparse alla spicciolata una trentina di bovine di razza Rendena suddivise in 12 piccoli allevamenti. L'iniziativa ha preso avvio nel dicembre 2004 per la scommessa di un gruppo di amici riuniti nell’associazione culturale Lepontia Comensis (dal popolo Lepontii che furono tra i primi colonizzatori del nostro territorio). I soci dell'associazione, abituali frequentatori della valle di Livo e motivati da un grande amore per queste montagne, avevano appunto introdotto 2 manze gravide in località Dangri. Provenivano dalla val Rendena, in Trentino.

La Comunità Montana Alto Lario Occidentale segue con grande interesse l’introduzione di questa razza che ricorda tantissimo alcuni  ceppi di Bruna svizzera originale e, constatato l'interesse degli allevatori, ha deciso di sostenere un progetto, seguito dalla Dott.ssa Anna Gori, responsabile dell'Ufficio Agricolo, per verificare gli impatti sul sistema pascolivo e zootecnico dell'introduzione del bestiame Rendeno. Il 5 marzo scorso, con la partecipazione del Presidente dell'Associazione nazionale razza Rendena, Giovanni Battista Polla, del direttore Italo Gilmozzi e del prof. Michele Corti, dell'Università di Milano (e Consigliere R.A.R.E.) sono stati visitati diversi allevamenti. Alla sera è seguita una presentazione pubblica presso Palazzo Gallio (sede della Comunità Montana) con la partecipazione dei tecnici e dei rappresentanti istituzionali: il  Cav. Emilio Spinola, Presidente della C.M. e l'assesore all'agricoltura Giovanni Battista Pozzi. Nel corso della serata è stato anche presentato un filmato, prodotto da Lucia Gianoli, realizzato nel corso della visita della delegazione dell'ALO in Val Rendena lo scorso autunno che ha suggellato una sorta di gemellaggio zootecnico tra le due realtà. Le prospettive di diffusione della Rendena in Lombardia appaiono buone considerato che il programma di diffusione è partito con il piede giusto, ovvero in un territorio che più di ogni altro richiede la reintroduzione di capi bovini adatti alla montagna dopo troppi anni di politica di impossibile e dannosa imitazione dei sistemi zootecnici della pianura.

Pubblicazioni

RISORSE GENETICHE AGRARIE IN ITALIA
Rischio di estinzione, iniziative per la conservazione, necessità di intervento
Copertina del libro Risorse genetiche agrarie in Italia

Centinaia di varietà vegetali e razze domestiche italiane censite, descritte e fotografate; progetti di conservazione; proposte di nuovi interventi di tutela.
225 pagine, 77 illustrazioni a colori.

Disponibile presso RARE.
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Valorizzazione delle razze caprine autoctone della Lombardia in funzione zootecnica ed ambientale
copertina cd-rom Valorizzazione delle razze caprine autoctone della Lombardia in funzione zootecnica ed ambientale

Una pubblicazione multimediale, sull'importanza delle popolazioni locali caprine delle Alpi lombarde.

A cura di Michele Corti, Consigliere RARE.
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ultimo aggiornamento: 23.01.2010