Piano nazionale sulla biodiversità in Agricoltura

Nel 2011 un gruppo di lavoro costituito dal coordinatore Riccardo Fortina (Presidente Onorario RARE), Alessio Zanon (Consigliere RARE) e Baldassare Portolano (Università di Palermo) consegna al Comitato Permanente per le Risorse Genetiche del Ministero dell’Agricoltura la versione definitiva delle “Linee Guida” per il comparto animale del Piano Nazionale per la Biodiversità in Agricoltura. Alla sua stesura hanno contribuito anche altri esperti di settore, provenienti da Regioni e Province Autonome, da Università, Istituti di ricerca, Associazioni, Enti pubblici e privati, nonché allevatori e pastori.

Il rapporto è diviso in due parti; nella prima, vengono presentati concetti generali: biodiversità, risorse genetiche animali, rischio di estinzione e di erosione, politiche di conservazione nel mondo e in Italia; la seconda è strutturata secondo quanto suggerito al Gruppo di lavoro “Biodiversità Animale” dal Comitato Permanente per le Risorse Genetiche in Agricoltura, e contiene le “linee guida” per la conservazione e la valorizzazione delle razze locali italiane, con alcuni casi studio a supporto delle strategie e delle applicazioni proposte.

Le Linee Guida, oltre a porre in rilievo il valore intrinseco delle razze autoctone italiane in quanto patrimonio nazionale insostituibile ed irripetibile, evidenziano la necessità di approfondire il lavoro sulla valutazione economica – attuale e futura – delle razze e dei servizi sociali, scientifici, culturali ed ambientali da esse forniti. Tali valutazioni e conoscenze costituiscono un requisito fondamentale per fare progredire ed evolvere le strategie complessive e le singole attività di conservazione della biodiversità in agricoltura – e delle razze autoctone in particolare – messe in atto sino ad oggi.

I risultati delle strategie messe sinora in atto dimostranoinfattila necessità di attivare, in tempi brevi, nuove e diversificate iniziative di conservazione secondo un  approccio basato non solo sullo stato di rischio delle razze, ma anche, e soprattutto, sulla valutazione della loro importanza attuale e futura in vari settori ed ambiti (economico-produttivo, sociale, storico, culturale, ecologico, paesaggistico, etc.), nonché sulle loro specifiche caratteristiche, valutabili con descrittori morfologici e molecolari.

Le Linee Guida suggeriscono quindi di individuare, per ogni razza, obiettivi di conservazione specifici e differenziati, per il cui conseguimento devono essere utilizzate le tecniche di conservazione di volta in volta più idonee (in situ, ex situ o una combinazione di esse).

Solo con questo cambio di impostazione sembra possibile, da una parte, scongiurare la scomparsa di quelle razze ancora oggi maggiormente a rischio di estinzione e, dall’altra, migliorare l’efficacia delle attività di conservazione in uno scenario futuro, nel quale le risorse umane e finanziarie disponibili saranno sempre minori.

Le linee guida, dopo l’approvazione in Conferenza Stato-Regione, sono state pubblicate sul sito del Ministero dell’Agricoltura e dovranno essere rese operative dagli Assessorati Regionali all’Agricoltura.