Il Pony di Esperia
di Edoardo Battista
stallone Pony di Esperia Notizie storiche
Nel Sud del Lazio, ai confini con la Campania, nel comprensorio dei Monti Ausoni, si è selezionato nel corso dei secoli il pony di Esperia, conosciuto nel passato come “Cavallino di Esperia” grazie al barone Ambrogio Roselli di Esperia.
Nel 1840 fu proprio il Roselli ad avviare i primi tentativi di miglioramento genetico della popolazione indigena cavallina brada, con l’immissione di riproduttori provenienti dal Salernitano, tentativi che, peraltro, non diedero i risultati sperati poichè alle impervie zone boscose degli Aurunci mal si adattarono i cavalli salernitani.
Nel 1882 il barone fece sbarcare nel porto di Gaeta (LT), acquistati da un commerciante turco, 4 fattrici ed 1 stallone, di circa 18/20 mesi, provenienti dalla provincia di Nadjd, ubicata nella zona più alta dell'Arabia, e pagati per la somma complessiva di 245 ducati. Questi soggetti si integrarono perfettamente nella popolazione autoctona adattandosi in modo eccellente all'ambiente.
Nei primi tempi il cavallino di Esperia non fu valorizzato per la sua piccola mole; dopo pochi anni però fu apprezzato per le ottime doti di resistenza al freddo ed al caldo, per la frugalità, per la versatilità e per la forte costituzione.
In seguito alle vicende belliche della seconda guerra mondiale che colpirono il territorio di Cassino, il pony di Esperia rischiò l’estinzione; infatti il suo numero si ridusse drasticamente sia perché utilizzato per l’alimentazione della popolazione locale che come segnalatore di campi minati e bombe inesplose.
Nel 1993 è approvato lo standard di razza del pony di Esperia conseguente all’attivazione del Registro Anagrafico delle popolazioni Equine riconducibili a gruppi etnici locali.
Area di allevamento
E’ allevato nelle province di Frosinone, Latina e Roma, più precisamente nei comuni di Carpineto Romano, Collepardo, Supino, Colle San Magno, Marcellina, Rocca d’Arce, Lenola, Pastena, Pico e Ripi.
Vive in mandrie allo stato brado sui Monti Aurunci, Ausoni, Lepini e nel massiccio del Monte Cairo, in zone estese e di difficile accesso, ad altitudini comprese tra i 500 ed i 1500 metri, fatta eccezione per alcuni esemplari che utilizzati per attività agonistiche sono allevati in box.
Consistenza
Era stimata nel 1942 intorno ai 125 soggetti, ridotta a poco più di 50 esemplari alla fine della seconda guerra mondiale. Attualmente i soggetti iscritti al Registro Anagrafico sono circa 800, di cui 30 stalloni, 600 fattrici e 170 puledri di 18 e 30 mesi.
Caratteri morfologici
Presenta un mantello morello (tollerata la presenza di tracce di balzane e di piccole stelle solo nelle femmine); testa corta, conica con profilo rettilineo; collo proporzionato non eccessivamente muscoloso; spalla robusta e ben attaccata al tronco; garrese pronunciato; groppa inclinata; petto sviluppato e muscoloso; torace poco profondo; arti robusti, sottili con barbetta al nodello; temperamento vivace, attento e docile.
Altezza al garrese: nel maschio 138 cm e nella femmina 132 cm.
Circonferenza del torace: nel maschio 165 cm e nella femmina 160 cm.
Circonferenza dello stinco: nel maschio 19 cm e nella femmina 18 cm.
Attitudini
Originariamente era utilizzato per la soma, oggi, grazie al temperamento vivace, attento e docile, è impiegato come pony da sella sia per adulti che ragazzi, per la scuola di equitazione, come compagno di giochi per bambini e in manifestazioni agonistiche di salto e dressage.
Cosa fare per salvarla
Valorizzare l’allevamento e definire un programma di miglioramento genetico per la selezione dei soggetti.
Chi fosse interessato ad allevare soggetti di questa razza per scopi sportivi, può richiedere informazioni a:
- Dott. Edoardo Battista (esperto di razza): Roccasecca (FR) - tel. 338.6305207 - email: edobattista@libero.it
- R.A.R.E.: dott. Vincenzo Peretti - Dip. di Scienze Zootecniche e Ispezione degli Alimenti, Sez. B. Ferrara - Università degli Studi di Napoli Federico II - tel. 081.2536433 - fax 081.292981 - email: vincenzo.peretti@unina.it


