05-09-2005

Capra Grigia al pascolo

Spinto dall’entusiasmo della nostra collega Sabine Lanfranchi di ProSpecieRara, impegnata da anni a favore delle razze zootecniche  svizzere a rischio di estinzione, mi sono recato a visitare l’alpe de Lagh in Val Cama nel Cantone dei Grigioni (Mesolcina-CH). Da qualche anno, Valeria e Martino, due insoliti ragazzi, caricano quest’alpeggio con 130 capre, fra cui anche le rare capre “Grigie”; circa 15 bovini, tutti di razza Grigia Retica; alcuni maiali lanuti; qualche pecora dell’Engadina e degli esemplari di Gallina Bianca Svizzera. Tutte razze “regolarmente”, purtroppo, in via di estinzione. Il lavoro di Valeria e Martino non è solo, si fa per dire, di custodi di questi animali, ma anche quello di rendere l’alpe una vera e propria realtà produttiva: sala di lavorazione del latte, di stagionatura del formaggio e di commercializzazione, tutte a norma ed eccezionalmente in ordine. Producono due tipi di formaggio: la formaggella, che stagionano per tempi più o meno lunghi in base alle richieste, e il famoso Büscion, formaggio fresco che viene prodotto solo durante i fine settimana, quando l’afflusso turistico è maggiore. Apprestandosi a visitare le accoglienti baite di recente ristrutturazione (a proposito, grazie del caffè e dell’acqua e menta che ci è stata offerta pur non sapendo ancora chi ci aveva indirizzati da loro) e leggendo la cartellonistica esplicativa esposta fuori dalla sala di lavorazione del latte, ci si accorge che questo progetto, “Val Cama-ProSpecieRara-Capra Grigia”, è qualcosa di veramente interessante: tanti sono i partners che per competenze differenti aiutano quest’alpe e le razze ospitate a riacquistare il ruolo di attività rurali in quota.

Il punto di forza di tutto questo è che dietro ad Associazioni ed Enti finanziatori, come in ogni progetto che si rispetti, c’è la volontà degli uomini: uno fra tutti il collega Markus, infatti senza il suo assiduo impegno un’alpe ProSpecieRara non sarebbe mai esistita.

Pur non conoscendo approfonditamente le problematiche di salvaguardia di questa razza, ogni realtà di tutela è a se stante, è facile intuire come la parte più difficile è, e sarà proprio salvare la capra “Grigia di montagna”. Infatti, le fasi che portano alla salvaguardia di una razza caprina fortemente compromessa sono lunghe, faticose e mettono alla prova anche i più tenaci allevatori e tecnici nell’applicazione delle teorie sulla difesa delle specie zootecniche minacciate di estinzione.

Razza molto rustica, questa capra si presenta con un mantello di tipo “grigio” variabile nella tonalità. Esso può essere più chiaro o più scuro a seconda della proporzione nella miscela fra peli neri e bianchi. Descritta fin dall’inizio del secolo scorso, ne esistevano tre tipi distinti: la capra della Leventina, quella della Valmaggia e quella della Valle di Blenio. Dialettalmente questa razza era identificata con il nome di “cavra del sass”, per la particolare cromia del mantello associata al granito grigio così abbondante nei territori di allevamento. Il suo declino,e quello di tante altre razze, iniziò nel 1938 quando la Confederazione escluse la razza “Grigia” dall’elenco ufficiale delle razze Svizzere, passando da 32 a 8 razze caprine. Intorno agli anni ‘50 il peggioramento del suo stato numerico fu legato alla maggior importanza che assunse progressivamente la razza Nera di Verzasca nelle zone di allevamento della razza “Grigia” stessa. L’ultimo fattore, ma solo in ordine di tempo e non di importanza, che contribuì ulteriormente alla contrazione di questa popolazione caprina fu, negli anni ‘90, il risanamento CAEV (Artrite Encefalica Virale) attuato in Svizzera.

Nel 1996, ProSpecieRara ha censito gli ultimi soggetti appartenenti a questa razza, ed ha attivato un progetto che, sfidando i problemi di consanguineità, sta cercando di recuperare questa antica popolazione caprina: si contano oggi circa 180 animali.

Il prossimo 5 Novembre, in Val Calanca nel Ticino, ProSpecieRara ha organizzato un incontro con gli allevatori, al fine di gettare le basi per la definizione di uno Standard Ufficiale e proporre le linee guida per il futuro di questa razza. Il mio più sentito ringraziamento va a Sabine Lanfranchi per avermi invitato a questo importante appuntamento, dove sarò orgoglioso di portare la testimonianza della mia esperienza e di quella della nostra Associazione nei confronti della salvaguardia delle piccole popolazioni caprine locali del nord Italia. L’incontro sarà anche l’occasione per uno scambio reciproco di conoscenze fra realtà simili, quelle dell’arco alpino, ma legate ad equilibri profondamente differenti.

Per chi volesse invece ripetere la stupenda esperienza dell’escursione all’alpeggio di ProSpecieRara, il consiglio è di farlo da giugno a settembre, l’accesso alla Val Cama avviene dall’omonimo paese a pochi chilometri da Bellinzona, direzione San Bernardino. Il sentiero ben segnato e non troppo faticoso, con partenza al termine del ponte che attraversa l’autostrada, porta ad un meraviglioso lago in circa 2 ore e ½. Poco più avanti dei due rifugi (Miralago e Righetti-Fibbioli), sulla sponda sinistra, troverete facilmente le baite di Valeria e Martino. Qui molte delle razze locali caprine svizzere vi attendono!

I più sentiti auguri di RARE a Sabine e Markus, a ProSpecieRara e a Valeria e Martino, in particolare, un incoraggiamento da parte di tutti i nostri allevatori a continuare a credere nel loro lavoro. Un sentito plauso anche a tutti gli allevatori di capre che intendono impegnarsi in questo difficile progetto.

RARE si permette di fare un appello a tutti i lettori di questo piccolo articolo: se fra i vostri greggi di capre riconoscete dei soggetti simili alla capra ritratta nella nostra fotografia, è di grande aiuto contattare Sabine Lanfranchi di ProSpecieRara, alla seguente e-mail: vocedelsud@psrara.org

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