• Bovina Modenese
    Molto rustica e adattabile, questa razza sfrutta egregiamente le risorse foraggere di pianura e collina ed è in grado di fornire buone produzioni.
  • Bovino Pontremolese o Bettolese
    Vista la sua grande rusticità, questa razza si adatterebbe molto bene al sistema di allevamento «vaccavitello» in zone marginali per la produzione di animali da destinare all’ingrasso.
  • Bovino Agerolese
    L’Agerolese è una razza bovina molto rustica a duplice attitudine: latte e carne. Oggi è utilizzata quasi esclusivamente per la produzione di latte, che si aggira intorno ai 20 litri al giorno.
  • Bovina Reggiana
    Questa razza bovina sta ritornando in auge per la produzione di un latte particolarmente proteico, legato alla caseificazione del rinomato Parmigiano Reggiano.
  • Bovino Barà
    Questa razza bovina alpina viene allevata con metodi tradizionali: in primavera la mandria passa dal fondovalle al pascolo di media quota, per raggiungere, in piena estate, le praterie di montagna. L’indirizzo produttivo è orientato prevalentemente alla produzione di latte da destinare alla caseificazione.
  • Bovina Siciliana
    Frugale e rustica, questa bovina si adatta a vivere nelle zone più povere, accidentate e impervie dell’entroterra siciliano. L’indirizzo produttivo è orientato prevalentemente alla produzione di latte dal quale si ricava la Provola dei Nebrodi.
  • Bovina Burlina
    Viene allevata al pascolo in quota nel periodo estivo e in stalla durante la stagione invernale. L’alimentazione è soprattutto basata sul fieno e sull’erba del pascolo in estate, con un limitato uso di concentrati. È in corso un progetto per la sua reintroduzione nel territorio vicentino.
  • Bovina Calvana
    La razza trova diffusione in aziende di media e alta collina. Il sistema di allevamento maggiormente adottato è quello semibrado con ricovero in stalla durante i mesi invernali. Seppure da sempre considerata una razza a duplice attitudine (latte e carne), oggi è allevata per la produzione di carne.
  • Bovina Pisana
    L’adattabilità di questa razza a un’alimentazione povera e la sua rusticità consentono di ottenere buoni risultati anche con l’allevamento di tipo semibrado. Viene allevata, soprattutto per la produzione di carne, nelle province di Pisa, Lucca e Livorno.
  • Bovina Varzese
    A Pavia la chiamano così, ma a Piacenza viene chiamata Ottonese, mentre prende il nome di Montana in provincia di Genova e di Tortonese nell’ Alessandrino. Di questa razza di antiche origini, rustica e longeva, ben diffusa fino agli anni Sessanta, ma ridotta ai minimi termini alla fine del secolo scorso, si tenta oggi il recupero puntando sulla produzione del latte e della carne.
  • Bovina Garfagnina
    Questa razza di origine toscana, oggi in forte declino numerico, viene allevata per la produzione di latte e carne. Per la sua rusticità si presta all’alpeggio durante il periodo estivo e fino all’inizio di ottobre, quando rientra in stalla per passare l’inverno.
  • Bovina Grigio alpina
    Originariamente razza a triplice attitudine (latte, carne, lavoro), attualmente questa bovina viene allevata soprattutto per le sue attitudini lattifere. Il sistema di allevamento sfrutta l’alpeggio nel periodo estivo.
  • Bovina Maremmana
    Questi bovini vivono all’aperto per tutto l’anno, utilizzando i pascoli della Maremma tra Toscana e Lazio, riparandosi nelle macchie durante l’inverno. Negli ultimi anni il loro allevamento si sta espandendo.
  • Bovina Pezzata Rossa d’Oropa
    Buona pascolatrice, rustica e frugale, sfrutta bene l’allevamento all’aperto richiedendo la stabulazione solo in inverno. Produce latte, destinato per lo più alla caseifi cazione, e carne.
  • Bovina Podolica
    Questa razza si adatta ad ambienti e condizioni diffi cili, grazie alla sua straordinaria capacità di utilizzare pascoli che non potrebbero essere sfruttati diversamente. Presenta inoltre facilità di parto e resistenza alle malattie
  • Bovina Rendena
    Questa razza sfrutta molto bene l’alpeggio. Ancora oggi la quasi totalità delle vacche allevate in Trentino e più della metà di quelle allevate in Veneto passano i mesi estivi nelle malghe in quota


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