Varzese-Ottonese-Tortonese: la lotta per la sopravvivenza continua…
Nel mese di agosto il quotidiano “La Stampa” ha pubblicato un articolo (A. Lupo) dal titolo “La razza bovina minacciata diventa la missione degli allevatori alessandrini: La salveremo”.
E’ la razza Varzese-Ottonese-Tortonese (VOT), da sempre oggetto di attenzione da parte di RARE e di cui vi abbiamo spesso dato notizie sulla nostra newsletter.
Nell’articolo si fa rifermento al suo attuale territorio di allevamento, situato a cavallo di 4 Province (Alessandria, Piacenza, Pavia e Genova) e di 4 regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Liguria) al (presunto) vecchio areale, che doveva estendersi dalla pianura lombarda all’Appennino spezzino.
Localmente chiamata Cabellotta, Montana o «Biunda» per via del suo mantello fromentino, questa razza è passata da una consistenza numerica di 40 mila capi registrata negli Anni Cinquanta ai 60 della fine degli Anni Novanta.
L’articolo riporta una intervista al presidente del presidio Slow Food Varzese-Tortonese-Ottonese (Luca Garavaglia, allevatore) con notizie presenti sul sito del presidio, e a Patrizia Lodi, allevatrice e oggi “guru” della VTO.
Patrizia racconta appassionatamente come dai primi 5 malnutriti capi acquistati nel 2005-2006 sia iniziato un recupero di questi animali che sono “leggermente differenti da quelli a cui siamo abituati” ma che potrebbero valorizzare i tanti terreni ormai abbandonati.
E’ interessante il richiamo al ruolo svolto delle fiere come strumento di salvaguardia e di valorizzazione delle razze locali, e della VTO in particolare.
Tra le tante, è citata quella che si tiene a Borgo San Ponzo a Ponte Nizza (Pavia) la prima domenica di agosto, ripresa nel 2000 dopo un’interruzione di quasi trent’anni.
A quella prima manifestazione RARE fu tra gli organizzatori assieme, tra l’altro, all’APA di Pavia e ai pochissimi allevatori di VTO, tra cui i sig.ri Verardo e Chierico, protagonisti per molti anni della salvaguardia di questa razza. Gli animali esposti in fiera erano 33!
Dopo la ripresa delle fiere, ma sempre all’inizio degli anni 2000, RARE (Riccardo Fortina) e Slow Food (Piero Sardo) intervistarono quella che era, presumibilmente, l’ultima produttrice di Montebore, il tipico formaggio locale prodotto con latte di VTO. Da quella intervista nacque un disciplinare di produzione necessario per rilanciare un prodotto all’epoca ormai sconosciuto e, al tempo stesso, per salvare una razza altrimenti destinata ad estinguersi.
Da allora sono stati fatti molti passi; la razza oggi ha una discreta consistenza e distribuzione, ma non può considerarsi salva. Ma è un esempio di come il destino delle razze autoctone dipende soprattutto dalla bravura, saggezza e caparbietà degli allevatori.
n. 3 dicembre 2025
- Sommario
- Editoriale
- Quando la “Nostra Pecora” cominciò ad essere Ciuta
- Varzese-Ottonese-Tortonese: la lotta per la sopravvivenza continua…
- Studio della popolazione del Suino Nero Pugliese
- Le capre di Alicudi
- Sintesi delle linee guida per l’elaborazione di regolamenti Nazionali sulla salute animale per il materiale destinato ad essere conservato nelle banche genetiche
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