Salviamo la pecora Saltasassi
L’appello di RARE per aiutare Chiara Motta, l’ultima allevatrice di questa razza ovina dell’Alto Piemonte quasi scomparsa
Nel panorama zootecnico italiano, ricchissimo di biodiversità, si è assistito negli anni ad un progressivo, graduale decremento numerico di molte razze e la loro sostituzione o meticciamento con altre, nazionali o estere considerate più produttive con conseguente impoverimento del patrimonio genetico. Per alcune razze ovine il processo di regressione numerica che le ha portate sull’orlo della estinzione è talmente importante che sono considerate ormai allo stato di reliquia. La pecora Saltasassi è una di queste razze.
Il mio interesse per la Saltasassi parte nel 2013 dalla scoperta della lana. Lana intesa non come filato commerciale ma come vello ottenuto dalla tosatura delle pecore, molto diverso a seconda della razza che lo ha prodotto, con vari toni di bianco, gradazioni naturali di grigio o nero o di fulvo. Scopro cose evidenti ma che non avevo mai considerato: diversa finezza, lunghezza, lucentezza, grado di arricciatura ed elasticità, velli più o meno secchi o ricchi di lanolina, con diverso odore, anzi profumo.
Avevo appena imparato a filare e iniziato a interessarmi di razze ovine quando vengo a conoscenza di un appello di RARE per un piccolo gregge di quelle che sembrano essere alcune delle ultime Saltasassi. Mi documento, ne raccolgo la storia e contatto il pastore che al momento le detiene ma che non ha interesse a continuarne l’allevamento e, dopo qualche mese, riesco ad acquistare 6 capi da quel piccolo gregge. Un numero esiguo ma in quel momento il massimo che mi posso permettere.
Le altre sono purtroppo vendute e disperse nel disinteresse generale. Gli anni successivi sono per me un banco di prova, fonte di continue scoperte, errori ed esperienze nuove. Nel giro di qualche anno perdo per malattia e incidenti due dei miei capi del nucleo originario, compensati da qualche nuovo arrivo recuperato in mezzo a un gregge di un’altra razza e dalle prime nascite.
Gli animali vivono all’aperto con a disposizione un riparo notturno. La loro riproduzione avviene in modo controllato per motivi di spazio e per la necessità di avere un numero di animali proporzionato alle mie forze.
Vengo da un mondo diverso da quello del classico allevatore, e non mi vergogno di dire che i miei animali sono essenzialmente animali da compagnia produttori di lana.
Con la loro lana filata a mano produco piccoli accessori di abbigliamento, per lo più guanti e berretti, che propongo a fiere e mercati di settore, cerco di far riscoprire la loro lana, utilizzata in passato fino agli anni del secondo dopoguerra, e il fascino del lavoro artigianale tradizionale.
Lo scopo principale di questa mia attività è salvaguardare la razza perché semplicemente penso che se una razza è arrivata fino a noi, selezionata nei corso di decenni, legata ai territori e alle tradizioni delle passate generazioni, si debba fare il possibile perché non si estingua, non si disperda il suo patrimonio genetico e non si impoverisca ulteriormente la biodiversità a favore della omologazione genetica data dalla espansione delle razze cosmopolite.
Nello sviluppo del mio progetto ho previsto la necessità sanitaria di incrementare le caratteristiche genotipiche di resistenza alla Scrapie – cosa che ho portato avanti in questi anni – e di mantenere una certa variabilità genetica contrastando l’eccessiva consanguineità dato l’esiguo numero di soggetti.
Altro obiettivo è stato quello effettuare valutazioni fenotipiche e misure zoognostiche per fare il punto sulle attuali caratteristiche della razza, confrontate con le descrizioni ufficiali redatte all’epoca della sua maggiore diffusione e “riscrivere” un attuale standard di razza.
Per me è anche interessante procedere con la valutazione tecnica delle caratteristiche della lana, attuale punto di forza della Saltasassi (oltre che mia passione) e farne analizzare le caratteristiche (finezza, la lunghezza media del fiocco, increspatura e elasticità) che influiscono sulla lavorazione e sulla gradevolezza del filato e del prodotto finito.
La mia ultima sfida in ordine di tempo è costituita dalla necessità di proteggere il mio gregge dalla costante minaccia del lupo, che nell’autunno del 2024 ha provocato due vittime.
A Chiara Motta vogliamo dare un riconoscimento per l’attività di salvaguardia della pecora Saltasassi che svolge da più di 10 anni. Ringraziamo tutti coloro cha hanno già fatto una donazione; i soldi sono serviti a Chiara per costruire nuove recinzioni. Ma serve ancora aiuto…. Chi desidera, può fare una donazione sul conto di “RARE – Associazione Razze Autoctone Rischio Estinzione” specificando nella causale “Pecora Saltasassi” – IBAN: IT31Z0760101000000021786397
n. 5 luglio 2026
- Sommario
- Editoriale
- Prede e predatori: la testimonianza di Monica Brunelli Thaler, allevatrice e consigliera RARE
- Le razze Italiane di origine Podolica
- Salviamo la pecora Saltasassi
- La capra Sempione: un osservato speciale
- Le razze bovine in un manuale sulle carni del 1892
- Ordinanza 4/2026 del Commissario Straordinario per la Peste Suina Africana (PSA)
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