Non abbiamo più parole: non è neutralità, non è timore di usare termini forti, non è distanza emotiva. È invece un silenzio denso di orrore e pena quello che ci assale.
È un lutto profondo che lacera lo spirito: il boato sordo e continuo causato dal senso di impotenza e dall’insopportabilità dell’ingiustizia.
I palestinesi stanno vivendo l’inferno in terra e con loro tutti i civili vittime delle guerre di questi tempi brutali. Lo sterminio sistematico del popolo palestinese nell’impunità internazionale è un simbolo, un portale: l’orrida prospettiva di una realtà impregnata di abuso e ingiustizia, dove la vita umana non ha alcun valore, dove il dolore altrui ci lascia indifferenti, dove il cibo è usato come strumento di morte, dove la prevaricazione e la violenza sono normalizzate: eticamente accettate, giuridicamente irrilevanti e politicamente non sanzionabili.
Da oggi, una volta alla settimana, RARE vestirà il lutto il lunedì dalle 9 alle 13: per ricordare sorelle e fratelli quotidianamente massacrati dalla fame, dalle malattie, dalle amputazioni, dai proiettili.
Perché essere neutrali non è ammissibile.
